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Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 31 Dicembre 2014

Torino, Milano, 12 febbraio 2015 – Si è riunito oggi il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2014.

Il Gruppo ha registrato un significativo miglioramento della redditività - superiore agli obiettivi del Piano di Impresa 2014-2017 - nonostante il permanere di un contesto di mercato difficile, confermando la solidità dello stato patrimoniale:

Proposta di dividendi cash per € 1,2 mld: 7 centesimi per azione ordinaria e 8,1 centesimi per azione di risparmio. Dividend yield (1) del 2,8% per l’ordinaria e 3,7% per la risparmio.

Robusto utile netto:

  • € 1.690 mln nel 2014, escludendo l’aumento retroattivo della tassazione relativa alla partecipazione in banca d’italia, + 38,8% vs € 1.218 mln del 2013 escludendo l’impairment di goodwill e intangibili
  • a € 1.251 mln l’ utile contabile nel 2014, nonostante un’ aliquota fiscale effettiva al 52%
  • € 48 mln nel 4° trim. 2014

Utile ante imposte in forte crescita:
+36,5% vs 2013

Risultato della gestione operativa “core” in significativo aumento:
+11,6% vs 2013, escludendo il risultato dell’attivita’ di negoziazione

Andamento positivo degli interessi netti:
+3,3% vs 2013

Sostenuta dinamica delle commissioni nette:
+10,5% vs 2013

Costante controllo degli oneri operativi:
+3% vs 2013, aumento interamente dovuto agli incentivi per supportare la crescita non presenti nel 2013

Diminuzione degli accantonamenti, che riflettono il miglioramento nel trend del credito e includono le rettifiche aggiuntive richieste dall’AQR:

  • accantonamenti su crediti a € 4.538 mln nel 2014 vs € 7.111 mln nel 2013 (-36,2%) 
  • flussi di crediti deteriorati provenienti da bonis nel 2014 i piu’ bassi dal 2011, netti -22% e lordi -21% vs 2013

Elevata patrimonializzazione, in ulteriore miglioramento e largamente superiore ai requisiti normativi; common equity ratio, tenendo conto di € 1,2 mld di dividendi maturati nel 2014:

  • 13,6% secondo i criteri transitori per il 2014 (2) 
  • 13,3% secondo i criteri a regime (3)

DATI DI SINTESI:

PROVENTI OPERATIVE NETTI:

ANNO 2014
+4% a € 16.898 mln da € 16.248 mln del 2013

4° trim. 2014
-1,9% a € 4.127 mln da € 4.206 mln del 3° trim. 2014

ONERI OPERATIVI:

ANNO 2014
+3% a € 8.544 mln da € 8.298 mln del 2013;

4° trim. 2014
+13,5% a € 2.346 mln da € 2.067 mln del 3° trim. 2014

RISULTATO GESTIONE OPERATIVA:

ANNO 2014
+5,1% a € 8.354 mln da € 7.950 mln del 2013

4° trim. 2014
-16,7% a € 1.781 mln da € 2.139 mln del 3° trim. 2014

RISULTATO CORRENTE LORDO IMPOSTE:

ANNO 2014
+36,5% a € 3.435 mln da € 2.516 mln del 2013

4° trim. 2014
-57,9% a € 374 mln da € 888 mln del 3° trim. 2014

RISULTATO NETTO:

ANNO 2014

  • € 1.251 mln da € -4.550 mln del 2013 
  • € 1.690 mln escludendo tassazione retroattiva sulla plusvalenza banca d’italia, da € 1.218 mln del 2013 escludendo impairment di goodwill e intangibili;

4° trim. 2014
€ 48 mln da € 483 mln del 3° trim. 2014

COEFFICIENT PATRIMONIALI: common equity ratio post dividendi maturati

  • 13,3% pro-forma a regime (4) ; 
  • 13,6% con criteri transitori per il 2014 (5)

Nel commentare i risultati dell’esercizio 2014, il Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha affermato:“Intesa Sanpaolo nel 2014 ha realizzato risultati solidi con una performance superiore agli obiettivi del Piano d’Impresa 2014-2017. Con un utile netto effettivo di 1,7 miliardi di euro, in crescita del 39% rispetto al 2013, dimostriamo di mantenere in pieno i nostril impegni”.

“Il miglioramento significativo registrato in tutti i principali indicatori ci posiziona ai vertici in Europa per crescita dei ricavi, del risultato della gestione operativa e per patrimonializzazione. Segnatamente la crescita dei ricavi da commissioni supera il 10% e il nostro common equity aumenta ben oltre il 13%. Manteniamo al contempo una forte posizione di liquidità e un leverage ratio tra i migliori del settore.

“Sottolineo che a beneficiare di questa significativa performance sono tutti gli stakeholder di Intesa Sanpaolo:

  • gli azionisti ricevono 1,2 miliardi;
  • le famiglie e le imprese cui la Banca ha erogato circa 34 miliardi di credito a medio e lungo termine finanziando così migliaia di nuovi investimenti;
  • i dipendenti, con una spesa per il personale pari a 5,1 miliardi e con risultati che hanno consentito di ricollocare una capacità produttiva in eccesso pari a 4.500 persone;
  • il settore pubblico con imposte versate pari a 2,7 miliardi”.

“Sono risultati il cui merito va all’impegno delle persone del nostro Gruppo: sono il fattore chiave per la realizzazione del Piano d’Impresa di Intesa Sanpaolo e a loro va il mio ringraziamento”.

“Il 2015 vedrà un ulteriore aumento dei ricavi e della gestione operativa e una riduzione significativa del costo del rischio: l’obiettivo di 2 miliardi di dividendi è pienamente confermato. Proseguiremo a erogare credito in maniera rilevante a famiglie e imprese: 42 miliardi di erogazioni a medio lungo termine che rappresentano il nostro contributo al rilancio dell’economia reale. Stiamo assistendo ai primi segnali di ripresa e, grazie anche all’Expo, riteniamo sia possibile superare le previsioni di crescita del PIL del nostro Paese sin qui annunciate”.
 
(1) Al prezzo dell’azione registrato lo scorso 9 febbraio.
(2) Includendo l’utile netto dell’esercizio 2014 dopo la deduzione dei dividendi maturati; pari a 13,5% escludendolo.
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).
(4) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).
(5) Includendo l’utile netto dell’esercizio 2014 dopo la deduzione dei dividendi maturati; pari a 13,5% escludendolo.

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