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Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 31 marzo 2015

Torino, Milano, 18 maggio 2015 – Si è riunito il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2015.

Forte aumento della redditività, superiore agli obiettivi del piano di impresa 2014-2017.

Elevata patrimonializzazione, largamente superiore ai requisiti normativi: common equity ratio pro-forma a regime al 13,2% tenendo conto dei dividendi maturati nel trimestre.

Utile netto del primo trimestre 2015 a oltre € 1 mld.

Forte crescita delle commissioni (la crescita su base annua piu’ elevata dalla nascita di intesa sanpaolo), con una sostenuta dinamica del risparmio gestito.

Diminuzione degli accantonamenti, che riflettono il miglioramento nel trend del credito.

Flusso trimestrale di crediti deteriorati provenienti da bonis il piu’ basso dal primo trimestre 2011.

Intesa sanpaolo e’ un acceleratore della crescita dell’economia reale in italia: 8 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese del paese e 3.500 aziende riportate in bonis nel trimestre.

  • Utile netto del 1° trim. 2015 pari a oltre il 50% dei dividendi annunciati per l’esercizio 2015, il piu’ elevato dato trimestrale dal 1° trim. 2009: 
    € 1.064 mln , vs € 48 mln nel 4° trim. 2014 e € 503 mln nel 1° trim. 2014
  • Utile ante imposte in forte crescita, il piu’ elevato dato trimestrale dal 2° trim. 2008:
    € 1.785 mln , vs € 374 mln nel 4° trim. 2014 e € 953 mln nel 1° trim. 2014
  • Risultato della gestione operativa in significativo aumento, il piu’ elevato dato trimestrale dal 2° trim. 2007:
    € 2.647 mln, +48,6% vs 4° trim. 2014 e +30,9% vs 1° trim. 2014
  • Sostenuta dinamica delle commissioni nette:
    € 1.812 mln, in linea con 4° trim. 2014 e +14,7% vs 1° trim. 2014
  • Costante controllo degli oneri operativi:
    € 2.106 mln, -10,2% vs 4° trim. 2014 e +1% vs 1° trim. 2014
  • Diminuzione degli accantonamenti, che riflettono il miglioramento nel trend del credito, con aumento del livello di copertura:
    - rettifiche su crediti nel 1° trim. 2015 le piu’ basse dal 3° trim. 2011: € 755 mln, vs € 1.034 mln nel 4° trim. 2014 (-27%) e € 1.077 mln nel 1° trim. 2014 (-29,9%)
    - flussi di crediti deteriorati provenienti da bonis nel 1° trim. 2015 i piu’ bassi dal 1° trim. 2011: netti -52% e lordi -32% vs 4° trim. 2014, netti -21% e lordi -20% vs 1° trim. 2014
    - livello di copertura specifica dei crediti deteriorati salito al 47% (46,8% a fine 2014)
  • Elevata patrimonializzazione, largamente superiore ai requisiti normativi; common equity ratio, tenendo conto di € 500 mln di dividendi maturati nel 1° trim. 2015:
    - 13,2% secondo i criteri transitori per il 2015 (1)
    - 13,2% secondo i criteri a regime (2)


DATI DI SINTESI:

PROVENTI OPERATIVI NETTI:

+15,7% a € 4.753 mln da € 4.108 mln del 1° trim. 2014;
+15,2% da € 4.127 mln del 4° trim. 2014

ONERI OPERATIVI:

+1% a € 2.106 mln da € 2.086 mln del 1° trim. 2014;
-10,2% da € 2.346 mln del 4° trim. 2014

RISULTATO GESTIONE OPERATIVA:

+30,9% a € 2.647 mln da € 2.022 mln del 1° trim. 2014;
+48,6% da € 1.781 mln del 4° trim. 2014

RISULTATO CORRENTE LORDO IMPOSTE:

+87,3% a € 1.785 mln da € 953 mln del 1° trim. 2014;
Da € 374 mln del 4° trim. 2014

RISULTATO NETTO:

€ 1.064 mln,da € 503 mln del 1° trim. 2014;
Da € 48 mln del 4° trim. 2014

COEFFICIENTI PATRIMONIALI

Common equity ratio post dividendi maturati:

-13.2% pro-forma a regime(3);
-13.2% con criteri transitori per il 2015(4).

Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo ha così commentato i risultati del primo trimestre 2015:

«Gli ottimi risultati raggiunti nel primo trimestre rappresentano la miglior base di partenza del 2015 e la conferma del ruolo svolto da Intesa Sanpaolo a sostegno della ripresa italiana. Si tratta di una performance che posiziona il nostro gruppo ai vertici europei in termini di crescita dei ricavi e di solidità patrimoniale. Il merito va a tutte le nostre persone, ciascuna delle quali sta realizzando con successo il proprio piano d’impresa.

Il 2015 rappresenta per l’economia italiana l’anno della svolta: dopo anni di calo del PIL abbiamo finalmente di fronte a noi un anno con delle prospettive di crescita. In questo contesto il ruolo giocato da Intesa Sanpaolo è quello dell’acceleratore della ripresa, con un concreto sostegno all’economia reale che si è manifestato in oltre 8 miliardi di nuovo credito a medio e lungo termine fornito a imprese e famiglie.

L’utile netto che abbiamo realizzato nel trimestre cresce del 112% e raggiunge i 1,1 miliardi di euro e ci porta a superare la soglia della metà del target di 2 miliardi di euro da distribuire in dividendi a valere sul 2015.

L’investimento che abbiamo fatto sulle nostre persone va oltre i 1,3 miliardi di euro di spese per il personale e comprende l’impegno in formazione abbinato alla capacità di innovare i nostri servizi che ha permesso a 4.500 esuberi potenziali di trovare nuove collocazioni in Banca.

L’impegno che sentiamo nei confronti del Paese trova le sue espressioni più concrete negli 800 milioni di imposte versate nel trimestre, nei 1,5 miliardi a supporto di iniziative per il terzo settore, nel ruolo che stiamo rivestendo nell’ambito di EXPO 2015, quale partner finanziario globale e presenza qualificata con uno nostro spazio espositivo. Un mese fa a Torino abbiamo inaugurato il nostro Grattacielo: il cuore del programma di digitalizzazione e della capacità innovativa della Banca.

Stiamo dimostrando che Intesa Sanpaolo grazie al business model di Banca dell’economia reale e grazie alle nostre persone è una macchina da risultati in grado di assicurare una redditività elevata e sostenibile».

(1) Includendo l’utile netto del trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati; pari a 13% escludendolo.
(2) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2015 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo trimestre 2015 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 13 centesimi di punto).
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2015 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo trimestre 2015 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 13 centesimi di punto).
(4) Includendo l’utile netto del trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati; pari a 13% escludendolo.
 

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