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Antonio Fallico: L'economia russa rappresenta un’enorme possibilità per il Made in Italy

20 settembre 2017, Trento, Mosca. A Trento (regione Trentino – Alto Adige) il 20 settembre si è tenuto il III seminario italo-russo, dedicato alle prospettive di sviluppo economico e le possibilità delle regioni dei due Paesi. E’ stato discusso il potenziale della cooperazione strategica bilaterale, l’interazione nella meccanica e meccatronica, nel turismo e nell’agroalimentare.

Il seminario era organizzato dall’Associazione «Conoscere Eurasia»,  Fondazione «Roscongress», Forum economico internazionale di San Pietroburgo, con il sostegno di Banca Intesa, gruppo Intesa Sanpaolo, Provincia autonoma di Trento, Confindustria Trento e Trentino Sviluppo.

Al margine della manifestazione si sono svolti anche degli incontri tra gli imprenditori provenienti dalla Russia e dal Trentino – Alto Adige.

I partecipanti hanno constatato la crescita del commercio tra le aziende di questa regione del Nord Italia e la Russia. Nel primo semestre 2017 le esportazioni verso la Russia hanno superato i 45,6 milioni di euro, in crescita del 43,1% sullo stesso periodo del 2016, mentre le importazioni sono aumentate del 19,1%, raggiungendo i 5,7 milioni di euro.

«La prosecuzione delle sanzioni e delle contro sanzioni indica che l’unica strada da percorrere per intensificare le relazioni economiche tra i due Paesi è quella di continuare a lavorare come se queste non esistessero, ha detto all’apertura del seminario, Antonio Fallico, Presidente di Banca Intesa e Presidente dell'associazione Conoscere Eurasia. L’economia russa rappresenta un’enorme possibilità per il made in Italy, e i dati positivi del primo semestre 2017 ne sono la prima dimostrazione. Tuttavia, per cogliere a pieno questa opportunità dobbiamo andare oltre il «prodotto» e proseguire sulla strada del dialogo, intensificando le relazioni economiche bilaterali verso un nuovo modello di cooperazione. Oggi la Russia sta investendo su innovazione e tecnologia – ha concluso –, due direttrici su cui il know how italiano può inserirsi con successo attraverso partnership fondate sul made with Italy».

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