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Antonio Fallico: La riduzione del fatturato tra la Russia e l'Italia non è dovuta solo alle sanzioni

15 febbraio 2019, Genova, Mosca. Si è tenuto oggi a Genova il III seminario italo-russo dedicato all'interazione tra la Russia e l'Italia nell'industria, innovazione, tecnologia, infrastrutture e turismo.

Era organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia, dalla Fondazione Roscongress, dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, dalla Regione Liguria, dal Consolato generale della Federazione Russa a Genova, con il sostegno di Banca Intesa, del Gruppo Intesa Sanpaolo e di Lexis Legal and Tax.

Davanti agli imprenditori dei due Paesi sono intervenuti il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’Italia, Edoardo Rixi, il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Sindaco di Genova, Mario Bucci, l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, nonchè una ventina di imprenditori, dirigenti di associazioni imprenditoriali ed esperti. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai problemi dei trasporti marittimi, su cui si è soffermato il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini.

I partecipanti hanno constatato che nel 2018 (i dati per tre trimestri) il commercio tra la Russia e la regione Liguria è diminuito del 35%, fermandosi a 91,7 milioni di euro. La tendenza riguarda sia le importazioni che le esportazioni. Innanzitutto, le vendite alla Russia sono diminuite nel settore macchinari ed apparecchi, prodotti alimentari e bevande. Sono calati gli acquisti liguri dalla Russia di prodotti petroliferi raffinati e di metalli.

“L’andamento registrato a livello regionale nei primi 9 mesi dell’anno scorso è confermato dal consuntivo nazionale, ha detto il Presidente di Banca Intesa, Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico. Infatti, nel 2018 le esportazioni italiane verso Mosca sono calate del 4,5% rispetto all’anno precedente, assestandosi a poco più di 7,6 miliardi di euro. Si tratta di un indicatore di stagnazione delle relazioni che va ben oltre il problema delle sanzioni, un segnale che c’è ancora molto da fare in un contesto in cui le potenzialità di business sono molto elevate. Dobbiamo riposizionare la Russia al centro della strategia commerciale e della cooperazione nei settori attualmente più dinamici dell’economia eurasiatica, riconoscendole un ruolo fondamentale di ponte verso tutti gli altri Paesi dell’area e la Cina”.

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