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Intesa Sanpaolo: Risultati Consolidati Al 31 Dicembre 2013

Stato Patrimoniale Molto Solido: Intesa Sanpaolo, “Non Dipendente” Dalla Bce E Una Delle Poche Banche Al Mondo Gia’ In Linea Con I Requisiti Di Basilea 3 Per Patrimonializzazione E Liquidita’, Rafforza Ulteriormente La Propria Leadership.

Proposta Di Dividendi Cash In Linea Con L’esercizio Precedente.

Risultati Robusti Nonostante Un Contesto Di Mercato Difficile, Con Una Forte Crescita Delle Commissioni E Del Risparmio Gestito.

Pur In Presenza Di Segnali Di Stabilizzazione Nel Trend Del Credito, Intesa Sanpaolo Ha Attuato Una Politica Di Accantonamenti Particolarmente Rigorosa E Prudenziale, Anche A Fronte Della Plusvalenza Derivante Dalla Partecipazione In Banca D’italia.

Ulteriore Rafforzamento Dello Stato Patrimoniale, In Previsione Della Verifica Della Qualita’ Degli Attivi (Aqr) E Dello Stress Test Che Verranno Condotti Nel Corso Dell’anno Sulle Banche Europee.

Elevato Capitale In Eccesso, Che Permette Un’ampia Flessibilita’ Strategica: Circa € 11 Mld Di Buffer Di Capitale Per L’ Aqr E Circa € 8 Mld Di Eccesso Di Capitale.

Elevata Patrimonializzazione, In Ulteriore Miglioramento E Largamente Superiore Ai Requisiti Normativi; Common Equity Basilea 3 Pro-Forma, Tenendo Conto Dei Dividendi Maturati Nel 2013:

  • 12,3% Secondo I Criteri A Regime (1)
  • Equivalente A Circa € 8 Mld Di Capitale In Eccesso (2)
  • Corrispondente A Circa €11mld Di Buffer Di Capitale Per L’aqr (3)

Proposta Di Dividendo (4) Cash Di Euro 5 Centesimi Per Azione Ordinaria E Di Risparmio:

  • Dividend Yield (5) Del 2,2% Per L’ordinaria E 2,6% Per La Risparmio

Robusto Utile Netto Escludendo L’impairment Di Goodwill E Intangibili:

  • € 1.218 Mln Nell’anno
  • € 578 Mln Nel Quarto Trimestre

Forte Crescita Delle Commissioni Nette:

  • +12,8% Nell’anno
  • +9,6% Nel Quarto Trimestre Rispetto Al Terzo

Politica Di Accantonamenti Particolarmente Rigorosa E Prudenziale

  • Ulteriormente Aumentata La Copertura Specifica Del Totale Dei Crediti Deteriorati, Salita Al 46%, E Quella Della Componente Sofferenze, Salita Al 62,5% (128% E 129%, Rispettivamente, Considerando Le Garanzie Reali)
  • Rafforzato Il Gia’ Ampio Buffer Di Riserva Sui Crediti In Bonis Impairment Di Goodwill E Altre Attivita’ Intangibili:
  • Svalutazione Prudenziale Di € 5,8 Mld Nel 4° Trimestre E Nell’intero 2013, A Fronte Di Operazioni Prevalentemente Carta Contro Carta
  • Impatto Solo Sulle Scritture Contabili E Nessun Riflesso Su Cash-Flow, Liquidita’, Solidita’, Coefficienti Patrimoniali E Redditivita’ Prospettica

Dati Di Sintesi:

Coefficienti Patrimoniali:   Common Equity Basilea 3 Pro-Forma A Regime A 12,3% Core Tier 1 A 11,9% A Parita’ Di Trattamento Degli Investimenti Assicurativi, A 11,3% Con Il Nuovo Trattamento Tier 1 A 12,8% A Parita’ Di Trattamento Degli Investimenti Assicurativi, A 12,2% Con Il Nuovo Trattamento
Proventi Operativi Netti: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
-8,9% A € 16.295 Mln Da € 17.881 Mln Del 2012;
-4,9% A € 3.944 Mln Da € 4.146 Mln Del 3° Trim. 2013
Oneri Operativi: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
-6,3% A € 8.352 Mln Da € 8.913 Mln Del 2012;
+7,9% A € 2.202 Mln Da € 2.041 Mln Del 3° Trim. 2013
Risultato Gestione Operativa: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
-11,4% A € 7.943 Mln Da € 8.968 Mln Del 2012;
-17,2% A € 1.742 Mln Da € 2.105 Mln Del 3° Trim. 2013
Risultato Corrente Lordo Imposte: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
-31,1% A € 2.489 Mln (6) Da € 3.610 Mln Del 2012;
+16,5% A € 664 Mln (6) Da € 570 Mln Del 3° Trim. 2013
Risultato Netto: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
€ -4.550 Mln Da € 1.605 Mln Del 2012;
€ -5.190 Mln Da € 218 Mln Dei 3° Trim. 2013
Risultato Netto Escludendo Impairment Goodwill E Intangibili: Anno 2013: 4°
Trim. 2013:
€ 1.218 Mln Da € 1.605 Mln Del 2012;
€ 578 Mln Da € 218 Mln Del 3° Trim. 2013

(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2013 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse, il beneficio derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia (86 centesimi di punto), il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 13 centesimi di punto) e includendo i previsti benefici derivanti dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale e dall’assorbimento dello shock sul rischio sovrano (complessivamente pari a un centesimo di punto).

(2) Rispetto a un requisito del 9,5% richiesto dalla normativa Basilea 3 per le banche Global SIFI (4,5% Common Equity + 2,5% conservation buffer + 2,5% di massimo buffer Global SIFI attuale).

(3) Rispetto alla soglia dell’8% per AQR; il buffer di capitale non tiene conto del beneficio derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia.

(4) Distribuzione a valere sulla Riserva straordinaria.

(5) Al prezzo dell’azione registrato lo scorso 26 marzo.

(6) Include un provento di natura straordinaria per 2.558 milioni di euro derivante dall’iscrizione delle nuove quote partecipative al capitale di Banca d’Italia emesse dall’Istituto Centrale a seguito delle modifiche statutarie approvate dall’assemblea straordinaria del 23 dicembre 2013. La rilevanza dell’intervento legislativo e delle modifiche statutarie ha portato il Gruppo Intesa Sanpaolo a ritenere che le nuove quote in cui è suddiviso il nuovo capitale della Banca rappresentino strumenti finanziari diversi e nuovi rispetto a quelli detenuti prima della riforma, in quanto incorporanti diritti giuridici ed economici sostanzialmente diversi. Per la singolarità della fattispecie si è ritenuto opportuno supportare la decisione con pareri professionali rilasciati da qualificati esperti, che definiscono in modo puntuale gli aspetti giuridici e contabili dell’operazione. Si segnala che sono ancora in corso approfondimenti da parte delle Autorità competenti in merito all'applicazione degli IAS/IFRS alla transazione; da questi approfondimenti potrebbe emergere una differente qualificazione dell’operazione con la conseguente necessità di dover imputare il beneficio direttamente a patrimonio netto e non in conto economico, con invarianza della redditività complessiva. Tale beneficio non ha avuto nessun impatto sul Core Tier 1 ratio perché è stato sterilizzato con i filtri prudenziali. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha preso atto degli approfondimenti ancora in corso ma, confortato dai pareri acquisiti, è pervenuto alle predette conclusioni e cioè che le nuove quote partecipative siano attività finanziarie sostanzialmente diverse dalle precedenti e che, di conseguenza, debbano essere rilevate in bilancio al fair value, con contropartita al conto economico.

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