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Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 30 Settembre 2014

Torino, Milano, 14 Novembre 2014 – Si è riunito oggi il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 Settembre 2014. Il Gruppo ha registrato un significativo miglioramento della redditività - pienamente in linea con gli obiettivi del piano di impresa 2014-2017 - nonostante il permanere di un contesto di mercato difficile, confermando la solidità dello stato patrimoniale, Evidenziata anche dall’esercizio di asset quality review e stress test, condotto dalla banca centrale Europea e dall’autorità bancaria europea, in cui intesa sanpaolo è risultata tra le migliori banche europee:

Intesa Sanpaolo vincente, tra le banche Europee, non solo nell’esercizio di asset quality review e stress test ma anche nell’aumento della redditività, pienamente in linea con gli obiettivi del piano di impresa 2014-2017. Utile netto dei primi 9 mesi 2014 a oltre € 1,6 mld se si esclude l’aumento retroattivo della tassazione relativa alla partecipazione in banca d’italia, utile netto contabile a € 1,2 mld.

Andamento positivo degli interessi netti e forte crescita delle commissioni (nei primi 9 mesi 2014 le piu’ elevate dal 2007) con una sostenuta dinamica del risparmio gestito. diminuzione degli accantonamenti, che riflettono il miglioramento nel trend del credito e includono le rettifiche aggiuntive richieste dall’ asset quality review. flussi di crediti deteriorati provenienti da bonis nei primi 9 mesi del 2014 i piu’ bassi dal 2011.

Robusto utile netto:

• oltre € 1,6 mld nei primi 9 mesi 2014, escludendo l’aumento retroattivo della tassazione relativa alla partecipazione in banca d’italia
• a € 1.203 mln l’ utile contabile nei 9 mesi 2014, quasi raddoppiato vs 9 mesi 2013, nonostante un’ aliquota fiscale effettiva al 52%
• € 483 mln nel 3° trim. 2014

Utile ante imposte in forte crescita:
• +65,5% vs 9 mesi 2013

Risultato della gestione operativa “core” in significativo aumento:
• +14,9% vs 9 mesi 2013, escludendo il risultato dell’attivita’ di negoziazione

Andamento positivo degli interessi netti:
• +3,9% vs 9 mesi 2013

Sostenuta dinamica delle commissioni nette:
• +9,9% vs 9 mesi 2013

Costante controllo degli oneri operativi:
• +1,4% vs 9 mesi 2013

Diminuzione degli accantonamenti, che riflettono il miglioramento nel trend del credito e includono le rettifiche aggiuntive richieste dall’AQR:

• accantonamenti su crediti a € 3.504 mln nei 9 mesi 2014 vs € 4.013 mln nei 9 mesi 2013 (-12,7%)
• flussi di crediti deteriorati provenienti da bonis nei 9 mesi 2014 i piu’ bassi dai 9 mesi 2011, netti -18% e lordi -17% vs 9 mesi 2013

Elevata patrimonializzazione, in ulteriore miglioramento e largamente superiore ai requisiti normativi; common equity ratio, tenendo conto di €750 mln di dividendi maturati nei 9 mesi 2014:

• 13,3% secondo i criteri transitori per il 2014 (1)
• 13% secondo i criteri a regime (2), con capitale in eccesso (3) di €10,1 mld, che si confronta con quello di € 12,7 mld risultante dall’ aqr (4) e di € 10,9 mldrisultante dallo stress test (5)

DATI DI SINTESI:

PROVENTI OPERATIVE NETTI:

• 3° trim. 2014
-5,6% a € 4.206 mln da € 4.457 mln del 2° trim. 2014;

• 9 mesi 2014
+3,7% a € 12.771 mln da € 12.317 mln dei 9 mesi 2013

ONERI OPERATIVI:

• 3° trim. 2014
+1,1% a € 2.067 mln da € 2.045 mln del 2° trim. 2014;

• 9 mesi 2014
+1,4% a € 6.198 mln da € 6.110 mln dei 9 mesi 2013

RISULTATO GESTIONE OPERATIVA:

• 3° trim. 2014
-11,3% a € 2.139 mln da € 2.412 mln del 2° trim. 2014;

• 9 mesi 2014
+5,9% a € 6.573 mln da € 6.207 mln dei 9 mesi 2013

RISULTATO CORRENTE LORDO IMPOSTE:

• 3° trim. 2014
-27,2% a € 888 mln da € 1.220 mln del 2° trim. 2014;

• 9 mesi 2014
+65,5% a € 3.061 mln da € 1.849 mln dei 9 mesi 2013

RISULTATO NETTO:

• 3° trim. 2014
€ 483 mln da € 217 mln del 2° trim. 2014;

• 9 mesi 2014
€ 1.203 mln da € 640 mln dei 9 mesi 2013

Coefficient patrimoniali: common equity ratio pro-forma post dividendi maturati (6) :

• 13% a regime (7) ;
• 13,3% con criteri transitori per il 2014 (8)

_________

(1) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.

(2) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).

(3) Rispetto a un requisito massimo del 9,5% richiesto dalla normativa Basilea 3 per le banche Global SIFI (4,5% Common Equity + 2,5% conservation buffer + 2,5% di massimo buffer Global SIFI attuale).

(4) Rispetto alla soglia dell’8% per l’AQR (la verifica della qualità degli attivi effettuata sulle banche europee da parte delle autorità preposte), considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.


(5) Rispetto alla soglia del 5,5% per lo scenario avverso dello Stress Test (la simulazione dell’impatto di uno scenario macroeconomico negativo sulla solidità patrimoniale delle banche europee effettuata da parte delle autorità preposte), considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.

(6) Assumendo come tali 750 milioni di euro, ossia il 75% del miliardo di euro indicato come obiettivo di distribuzione per l’esercizio 2014 nel piano di impresa 2014-2017.

(7) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (dta) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle dta relative alle perdite pregresse e il danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).

(8) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.

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